Valutazione startup: come valutare una startup nel modo corretto

La valutazione di una startup è uno dei temi più delicati e spesso fraintesi nel mondo dell’innovazione.


Molti founder tendono a rimandarla, altri invece le attribuiscono un’importanza eccessiva troppo presto. In realtà, la valutazione non è un numero fine a sé stesso, ma uno strumento che serve a prendere decisioni migliori.

 

Capire come valutare una startup significa capire in che fase si trova il progetto, quali obiettivi si vogliono raggiungere e quali scelte strategiche si stanno per affrontare.

Valutazione startup: a cosa serve davvero?

La valutazione di una startup può servire a molte cose diverse, ed è proprio per questo che non esiste un unico modo corretto di farla.

In primo luogo, è utile quando si devono definire o ridefinire le quote tra i founder. Avere una valutazione, anche indicativa, aiuta a rendere più trasparenti le decisioni e a evitare conflitti futuri.

 

La valutazione è fondamentale anche in fase di ingresso di investitori. Che si tratti di business angel, fondi o investitori informali, ogni investimento presuppone una valutazione, anche se non sempre esplicitata in modo formale.

 

Un altro contesto in cui la valutazione diventa utile è la costruzione di un business plan. Stimare il valore della startup aiuta a collegare visione, numeri e obiettivi di crescita in modo più coerente.

 

In generale, la valutazione non serve a “fare scena”, ma a dare un riferimento condiviso quando si prendono decisioni importanti.

Valutazione startup: quando farla

Una delle domande più frequenti è: quando è il momento giusto per valutare una startup?
La risposta più onesta è che non esiste un momento perfetto.

 

Detto questo, fare una valutazione quando la startup ha un minimo di struttura è quasi sempre più sensato. Avere un prodotto sul mercato, anche sotto forma di MVP, qualche dato di utilizzo, primi clienti o segnali di trazione rende la valutazione più realistica e meno teorica.

 

Valutare una startup troppo presto, quando esiste solo un’idea, porta spesso a numeri poco credibili e difficili da sostenere nel tempo. Al contrario, aspettare troppo può complicare ingressi di nuovi soci o investitori.

 

La valutazione dovrebbe quindi essere vista come un processo che evolve insieme alla startup, non come un esercizio da fare una sola volta.

Valutazione startup e validazione del mercato

Un aspetto spesso sottovalutato nella valutazione di una startup è la validazione.


Aver validato il problema, testato la soluzione e raccolto feedback reali dal mercato aumenta la credibilità del progetto e, di conseguenza, il suo valore percepito.

 

Strumenti come sondaggi, smoke test e MVP non servono solo a capire cosa sviluppare, ma anche a costruire basi più solide per una valutazione coerente. Una startup che ha già dimostrato interesse da parte degli utenti è molto più semplice da valutare rispetto a una che si basa solo su ipotesi.

Come valutare una startup: non solo numeri

Quando si parla di come valutare una startup, è importante chiarire un punto: la valutazione non dipende solo dai numeri di fatturato.

 

Soprattutto nelle fasi iniziali, entrano in gioco molti fattori qualitativi. Il team, il problema che si sta risolvendo, il mercato di riferimento, la scalabilità del modello di business e il grado di validazione raggiunto sono elementi che pesano quanto, se non più, dei ricavi attuali.

 

Per questo motivo, due startup con fatturati simili possono avere valutazioni molto diverse. Ciò che conta è il potenziale di crescita e la capacità del progetto di trasformarsi in un business sostenibile.

Valutazione startup pre-money e post-money: cosa cambia

Quando si parla di valutazione startup, è fondamentale distinguere tra pre-money e post-money.

 

La valutazione pre-money rappresenta il valore della startup prima dell’ingresso di un investimento, mentre la post-money è il valore dopo che il capitale è stato investito.

 

La differenza tra le due è data proprio dall’importo dell’investimento. Questa distinzione è importante perché influisce direttamente sulla suddivisione delle quote tra founder e investitori.

 

Capire la differenza aiuta a evitare incomprensioni durante una trattativa e a valutare correttamente quanto equity si sta cedendo in cambio del capitale ricevuto.

 

Pre money vs Post money: Come valutare una startup

I principali metodi per valutare una startup

Metodo Berkus

Il Berkus Method è particolarmente utile nelle fasi pre-revenue o early stage, quando non ci sono ricavi o metriche finanziarie consolidate.
Questo metodo attribuisce un valore alla startup sulla base di fattori qualitativi come la qualità del team, l’idea, la tecnologia, le relazioni strategiche e la traction iniziale. È utile soprattutto come punto di partenza nelle negoziazioni, più che come calcolo preciso.

Metodo Scorecard

Il Metodo Scorecard confronta la tua startup con realtà simili nello stesso settore e nella stessa fase di sviluppo.
Si parte da una valutazione media del mercato e si aggiustano i multipli in base a parametri qualitativi come team, mercato, tecnologia e competitività. Questo approccio è molto usato dagli investitori quando non ci sono dati finanziari rilevanti.

Metodo dei Multipli di Mercato

Il Metodo dei Multipli si basa sul confronto con altre aziende simili che operano nello stesso settore, usando indicatori come ricavi, utenti o metriche specifiche della nicchia.
È utile quando si dispone di dati di mercato significativi e consente di ancorare la valutazione a benchmark reali.

Metodo Venture Capital (VC Method)

Nel Venture Capital Method, la valutazione viene calcolata a partire dal valore atteso della startup in un momento futuro (come un’ipotetica exit o acquisizione) e dal ritorno sull’investimento (ROI) desiderato dall’investitore.
Questo approccio è uno dei più diffusi nelle trattative con fondi di venture capital perché lega il valore attuale alla potenziale performance futura.

Discounted Cash Flow (DCF)

Il DCF – Discounted Cash Flow stima il valore di una startup attraverso la proiezione dei flussi di cassa futuri attualizzati a un tasso di rischio appropriato.
Questo metodo è più adatto per aziende con dati finanziari affidabili e proiezioni di crescita solide, e diventa utile nelle fasi più mature del progetto.

Metodo First Chicago

Il First Chicago Method combina più approcci, come DCF e multipli, costruendo tre scenari (ottimista, medio e pessimistico) e assegnando loro delle probabilità.
Il valore finale deriva da una media ponderata, offrendo una visione più sfumata del possibile range di valutazione.

La finanza agevolata incide sulla valutazione di una startup?

La finanza agevolata può influire sulla valutazione di una startup, ma in modo indiretto.

 

I contributi a fondo perduto o i finanziamenti agevolati e i bandi per startup non aumentano automaticamente il valore dell’azienda, ma migliorano la solidità finanziaria e la capacità di esecuzione del progetto.

 

Una startup che utilizza correttamente la finanza agevolata dimostra pianificazione, capacità di gestione e una runway più lunga, elementi che vengono spesso valutati positivamente dagli investitori. Tuttavia, il vero impatto sulla valutazione arriva solo se i fondi vengono trasformati in crescita reale, sviluppo del prodotto e risultati misurabili.

Il ruolo dello sviluppo software nella valutazione di una startup

Lo sviluppo software per startup ha un peso rilevante nella valutazione di una startup, soprattutto nei progetti digitali.

 

Un prodotto già sviluppato, funzionante e utilizzato dal mercato riduce il rischio percepito e aumenta la credibilità del progetto. Non conta solo la quantità di codice scritto, ma la qualità dello sviluppo, la coerenza con il mercato e la capacità del software di evolvere nel tempo.

 

Lo sviluppo di un MVP ben costruito, seguito da uno sviluppo iterativo basato sui feedback degli utenti, incide molto più positivamente sulla valutazione rispetto a un prodotto complesso ma poco utilizzato.

L’importanza del team nella valutazione di una startup

Nella valutazione di una startup, il team è uno degli elementi che pesano di più, soprattutto nelle fasi early-stage.

 

Quando i numeri sono ancora limitati, gli investitori valutano principalmente chi c’è dietro il progetto e la capacità del team di eseguire, adattarsi e prendere decisioni corrette nel tempo.

 

Tradizionalmente, la figura del CTO è considerata un elemento molto positivo, soprattutto nei progetti digitali. Un CTO interno rassicura gli investitori sulla gestione tecnica del prodotto e sulla capacità di evolverlo nel tempo. Tuttavia, negli ultimi anni, il panorama è cambiato.

 

Oggi esistono software house specializzate in startup che svolgono un ruolo sempre più simile a quello di un team tecnico interno. Realtà strutturate, con esperienza in validazione, sviluppo MVP e crescita del prodotto, non vengono più viste negativamente dagli investitori, soprattutto quando dimostrano continuità, metodo e allineamento con il progetto.

 

Il subentro dell’intelligenza artificiale ha inoltre accelerato questo cambiamento. 

 

Per questo motivo, una startup che si affida a una software house per startup con un approccio strutturato e orientato al mercato può risultare credibile quanto una realtà con un team tecnico interno, incidendo positivamente sulla valutazione complessiva del progetto.

Conclusione su come valutare una startup

La valutazione di una startup non è un traguardo, ma uno strumento.
Serve a prendere decisioni migliori, a gestire rapporti tra soci e investitori e a costruire un percorso di crescita più consapevole.

Capire come valutare una startup significa accettare che il valore non è fisso, ma cambia nel tempo, proprio come il progetto stesso.

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