Finanza agevolata per startup: quando usarla davvero e perché fa la differenza

Cos’è la finanza agevolata per startup?

La finanza agevolata per startup è l’insieme di strumenti pubblici, come bandi e incentivi, che permettono alle startup di ottenere fondi per crescere, spesso sotto forma di contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati, senza cedere equity.

A cosa serve la finanza agevolata per startup?

La finanza agevolata serve a supportare la crescita di una startup già avviata, finanziando attività strategiche come sviluppo del prodotto, innovazione, assunzioni e consolidamento del business.

 

Non è pensata per testare un’idea, ma per accelerare ciò che ha già dimostrato di funzionare.

Quando conviene usare la finanza agevolata per startup?

Il momento giusto per accedere alla finanza agevolata per startup è quando il progetto ha già superato le prime fasi di validazione e mostra segnali concreti di crescita.

 

In particolare, conviene utilizzarla dopo aver validato l’idea, dopo aver ottenuto una prima trazione dal mercato e, in molti casi, dopo aver coinvolto investitori privati.

I bandi per startup sono adatti per partire?

Uno degli errori più comuni è pensare che i bandi siano strumenti per partire. In realtà, non lo sono.

 

La finanza agevolata funziona molto meglio quando arriva dopo alcuni passaggi chiave. Dopo aver validato l’idea, quando esiste già un minimo di trazione o quando il progetto ha dimostrato di poter crescere. Anche la presenza di investitori è un segnale importante, perché indica che qualcuno ha già creduto nel progetto.

 

In altre parole, i bandi diventano davvero efficaci quando la startup ha già un minimo di struttura, liquidità o segnali di crescita. In questa fase, la finanza agevolata non serve a “provare se funziona”, ma a far crescere ciò che sta già funzionando.

I bandi per startup: un panorama ampio e in continua evoluzione

In Italia esistono moltissimi bandi per startup, a livello nazionale e regionale. Ogni regione ha le proprie misure, spesso dedicate a specifici settori, fasi di sviluppo o tipologie di impresa.

 

Orientarsi in questo panorama non è semplice, soprattutto per chi è concentrato sul prodotto e sul mercato.

 

Proprio per questo abbiamo strutturato una lista aggiornata dei principali bandi per startup.



Prima di accedere a un bando, una startup dovrebbe idealmente essere già entrata nel mercato, con un prodotto lanciato e primi segnali di utilizzo o interesse.

 

Questo non significa necessariamente avere un prodotto completo, ma aver già testato la propria idea in modo concreto. In molti casi, ad esempio, una realtà può essere validata attraverso uno smoke test, misurando l’interesse degli utenti prima ancora di sviluppare il software, oppure tramite un MVP, raccogliendo dati reali su utilizzo e comportamento. Esistono alcune eccezioni, soprattutto in ambiti di ricerca o innovazione profonda, ma nella maggior parte dei casi partire con un bando senza aver mai incontrato il mercato espone al rischio di investire risorse su un’idea non ancora confermata. Validare prima permette di usare la finanza agevolata come strumento di crescita, non come punto di partenza.

Bandi o investitori: cosa è meglio per una startup?

Bandi e investitori, se usati insieme nel modo corretto, possono diventare uno degli strumenti di crescita più efficaci per una startup. Hanno ruoli diversi ma complementari: gli investitori portano capitale di rischio, visione strategica ed esperienza, mentre i bandi permettono di accedere a risorse aggiuntive senza o con minima diluizione. Proprio questa combinazione consente alle startup di aumentare la propria capacità di investimento riducendo il rischio.

 

Affidarsi solo agli investitori significa spesso diluire rapidamente l’equity e aumentare la pressione sui risultati nel breve periodo. Al contrario, utilizzare solo la finanza agevolata può rallentare il progetto e vincolare troppo le scelte operative. Quando invece i due strumenti lavorano insieme, il capitale privato viene rafforzato da una leva finanziaria che permette di sviluppare il prodotto più a lungo, assumere figure chiave e investire nella crescita in modo più sostenibile.

 

Anche dal punto di vista degli investitori, una startup che accede a bandi dimostra capacità di pianificazione e solidità progettuale, rendendo l’investimento più efficiente. Questa sinergia funziona davvero quando l’idea è già validata, il prodotto è sul mercato o in fase avanzata e iniziano ad arrivare segnali di trazione. In questo contesto, bandi e investitori non servono a partire, ma a far crescere ciò che sta già funzionando, allungando la runway e aumentando le probabilità di successo nel medio periodo.

Bandi o investitori: cosa è meglio per una startup?

Accedere a un bando non significa semplicemente compilare un modulo e attendere dei fondi. È un processo strutturato, che richiede attenzione, precisione e una buona organizzazione, soprattutto per evitare errori legati ai requisiti o alla gestione delle spese.

 

Il primo passaggio è l’analisi dei bandi disponibili. Questa fase, spesso chiamata “scraping dei bandi”, serve a individuare le opportunità realmente adatte alla startup. È fondamentale prestare molta attenzione ai requisiti, perché ogni bando è pensato per specifiche tipologie di imprese, settori o fasi di sviluppo. Sottovalutare questo aspetto significa perdere tempo o rischiare l’esclusione.

 

Una volta individuato il bando corretto, si passa alla costruzione del materiale necessario per l’invio della domanda. Qui entrano in gioco documenti, business plan, descrizione del progetto e pianificazione delle spese. In questa fase ci affidiamo al supporto di Capital Venture Consulting (CVC), nostro partner specializzato in finanza agevolata, che ci aiuta a strutturare correttamente la candidatura.

 

Segue l’invio del bando e, successivamente, una fase di attesa dell’esito che può richiedere diversi mesi. Nel frattempo, è importante essere pronti a rispondere a eventuali richieste di integrazione o chiarimenti.

 

Se il bando viene approvato, si entra nella fase più delicata: la gestione delle spese. Ogni bando prevede voci di spesa precise e vincoli da rispettare, ed è fondamentale che i fornitori e le attività siano allineati a quanto approvato. Infine, arriva la rendicontazione, ovvero la dimostrazione puntuale di come sono stati utilizzati i fondi.

 

È un percorso complesso, soprattutto per chi lo affronta per la prima volta. Coordinare fornitori, tempistiche e documentazione non è semplice. Proprio per questo, in Jready siamo abituati a lavorare in contesti di finanza agevolata, affiancando le startup in modo concreto e coordinandoci con partner specializzati per rendere il processo il più fluido possibile.

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