Minimum Viable Product (MVP): cos’è realmente?
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Il Minimum Viable Product, spesso abbreviato in MVP, è uno dei concetti più citati nel mondo delle startup.
Eppure, è anche uno dei più fraintesi.
Molti lo associano a un prodotto “fatto male”, altri a una versione economica o incompleta, altri ancora pensano che sia il primo passo verso la scalabilità.
In realtà, un MVP è qualcosa di molto diverso.
Capire cos’è realmente un Minimum Viable Product significa capire come ridurre il rischio, prendere decisioni migliori e costruire una startup con basi più solide.
Cos’è un Minimum Viable Product (MVP)
Un Minimum Viable Product è la versione più semplice possibile di un prodotto che permette di testare una soluzione reale sul mercato, con utenti reali.
Non è un’idea sulla carta.
Non è un prototipo statico.
Non è una demo.
Un MVP è un prodotto funzionante, che risolve il problema principale per cui nasce la tua startup.
Quando si ha un’idea, è naturale immaginare tutte le funzionalità che potrebbe avere, tutte le integrazioni possibili, tutti i problemi che potrebbe risolvere.
Il punto è che il mercato raramente conferma tutto ciò che immaginiamo.
L’MVP serve proprio a questo:
mettere la tua idea davanti agli utenti il prima possibile, nella forma più semplice possibile, per capire cosa funziona davvero.
Il valore dell’MVP non sta nel prodotto in sé, ma in ciò che ti permette di imparare.
Ma un MVP deve essere per forza un’app o un software?
Quando si parla di Minimum Viable Product, una delle domande più frequenti è se un MVP debba essere per forza un’app, un sito web o una web app. La risposta è che un MVP non è definito dalla sua forma, ma dal suo obiettivo. Detto questo, nella maggior parte dei casi, soprattutto nel mondo delle startup tecnologiche, un MVP è qualcosa di tangibile e utilizzabile, molto spesso un prodotto digitale.
Un MVP non è mai un concetto astratto o un’idea sulla carta. È qualcosa che le persone possono usare, testare e sperimentare. Per questo motivo, nella pratica, assume spesso la forma di un’app mobile, di una web app o di un sito web con una funzionalità chiave ben definita. Il software permette di muoversi velocemente, modificare il prodotto in base ai feedback e raccogliere dati reali in tempi brevi, ed è esattamente ciò che serve in una fase di forte incertezza. È anche il motivo per cui, come spieghiamo nell’articolo “MVP startup: cosa aspettarsi (e cosa no) dal tuo primo prodotto”.
Detto questo, l’MVP non è legato esclusivamente al digitale. Esistono moltissimi esempi di MVP fisici o ibridi. Zappos, ad esempio, validò il proprio modello di business vendendo scarpe online senza avere un magazzino, acquistandole manualmente solo dopo aver ricevuto un ordine.
Allo stesso modo, Pebble validò l’interesse per il proprio smartwatch attraverso una campagna Kickstarter prima ancora di avviare una produzione su larga scala.
In entrambi i casi, l’MVP non era il prodotto finale, ma uno strumento per capire se il mercato rispondeva davvero.
Questo dimostra che un MVP non è “un tipo di prodotto”, ma un mezzo. Può essere un’app, una web app, un sito, un prodotto fisico o persino un processo manuale, purché permetta di testare una soluzione reale a un problema reale.
La forma dell’MVP può cambiare.
Il suo ruolo no: aiutarti a confrontarti il prima possibile con la realtà.
Quando è giusto sviluppare un MVP
Uno degli errori più comuni è pensare che l’MVP sia il primo passo di una startup.
In realtà, non lo è.
Prima di arrivare allo sviluppo di un Minimum Viable Product (MVP) dovrebbe esserci almeno una validazione minima del problema.
Questo significa aver fatto:
analisi del mercato
confronto con il target
sondaggi o interviste
smoke test o test di interesse
Un MVP, anche se “minimo”, è comunque uno sviluppo.
Richiede tempo, budget, competenze e decisioni tecniche.
Svilupparlo senza avere alcun segnale dal mercato significa costruire alla cieca.
Svilupparlo dopo una prima validazione, invece, significa dare una direzione chiara al prodotto.
L’MVP ha senso quando:
sai chi è il tuo target
sai quale problema vuoi risolvere
hai segnali che quel problema è sentito
MVP vs prototipo: qual è la differenza?
Spesso MVP e prototipo vengono confusi, ma hanno obiettivi completamente diversi.
Un prototipo serve a:
visualizzare un’idea
testare un’interfaccia
spiegare un concetto
Di solito non è collegato a utenti reali e non viene usato in un contesto reale.
Un Minimum Viable Product, invece:
viene usato da utenti reali
risolve un problema concreto
genera comportamenti osservabili
Il prototipo risponde alla domanda:
“Ha senso questa idea?”
L’MVP risponde a una domanda molto più importante:
“Questa soluzione funziona davvero per qualcuno?”
Smoke test per startup e app mobile
Nel contesto delle startup digitali e delle app mobile, lo smoke test assume ancora più valore.
Sviluppare un’app richiede:
tempo
competenze tecniche
budget
iterazioni continue
Uno smoke test ti permette di:
testare l’interesse per l’app prima di svilupparla
capire quali funzionalità attirano di più
validare il modello di business
raccogliere una prima base di utenti potenzialmente interessati
Spesso basta una landing page ben costruita, con una value proposition chiara e una call to action (iscrizione, richiesta accesso, pre-ordine), per ottenere segnali molto utili.
Cosa un MVP non è
Per capire davvero cos’è un Minimum Viable Product, è utile chiarire cosa non è.
Un MVP non è:
un prodotto completo
una versione definitiva
un software pieno di funzionalità
uno strumento per scalare
Un MVP non nasce per rendere felici tutti gli utenti, ma per mettere alla prova le tue ipotesi.
Se cerchi perfezione, stai già andando nella direzione sbagliata.
MVP, utenti e aspettative
Un altro grande mito è che gli utenti arrivino automaticamente una volta lanciato un MVP.
Non è così.
Un MVP non porta traffico da solo.
Gli utenti non arrivano per magia e non arrivano solo perché il prodotto è “figo”.
All’inizio, l’acquisizione è quasi sempre manuale:
contatti diretti
outreach
test su canali specifici
Questo fa parte del processo ed è normale
MVP, utenti e aspettative
Il Minimum Viable Product non è una scorciatoia, ma un metodo.
Serve a sbagliare meno, più velocemente.
Se usato correttamente, un MVP ti aiuta a costruire un prodotto che il mercato vuole davvero.
Se usato male, diventa solo un software incompleto.
La vera domanda non è:
“Il mio MVP piacerà?”
Ma:
“Cosa posso imparare dal mio MVP?”
Ed è da lì che una startup dovrebbe sempre partire.
Sia che tu sia nella fase di scelta di un fornitore o che tu stia cercando di capire quale sia la strada migliore da seguire per realizzare la tua idea, siamo pronti a chiarire i tuoi dubbi e a condividere con te il nostro punto di vista.